Annunci

Marina di Camerota, questa sconosciuta!

Era il 2015 quando Rosario per la nostra prima vacanza mi propose Marina di Camerota: non avevo la più pallida idea di dove si trovasse e quando mi nominò il Cilento io pensai… al Salento!
Da napoletano verace invece mi portò a conoscere un posto che definire meraviglioso è riduttivo: non solo è evidente tutto il fascino del canto suadente delle sirene di Ulisse ma anche l’asperità che ha portato alla fine cruenta di Palinuro!
Il programma era rilassarsi ed immergersi, cosa per me non scontata dato che ero ferma da 10 anni, ma l’entusiasmo era alle stelle! Tappa obbligata durante il viaggio è stato il caseificio di Vannulo per la mitica mozzarella di bufala: devo confessare che non solo il posto era splendido e che la mozzarella era ottima ma anche che, con mio grande stupore, le bufale erano viziate e coccolate!

Finalmente arrivammo al Villaggio delle Sirene: il nostro appartamento si trovava in un parco tra ulivi secolari con la terrazza che guardava il mare: che spettacolo. Non abbiamo perso tempo e dopo esserci rifocillati da Domenico, al bar vista mare del villaggio, abbiamo fatto un bagno in un’acqua che definire trasparente è riduttivo. E’ stata durante questa nostra prima vacanza che ho conosciuto Paolo, amico di lunga data di Rosario e titolare del Diving Centre Marina di Camerota nelle cui vene non scorre sangue ma acqua di mare!
E così, con Paolo, gli insostituibili Franco e Carlo e l’indispensabile Beppe è ricominciata la mia avventura nel mondo sommerso.
La prima immersione fatta è stata a “Cala Fortuna”, detta così dai pescatori per l’abbondanza di pesce; siamo partiti con il gommone e con la muta già indossata: tra il mal di mare, il caldo e l’ansia alla fine non volevo scendere… poi mi sono vestita in acqua e piano piano mi sono rilassata, ho sgonfiato il GAV e…finalmente ho ripreso a respirare!! Mi sono sentita abbracciare dal blu mentre scendevo piano in un’altra dimensione, vedevo la vita prendere forma e il mio respiro salire verso la superficie fino a dissolversi, muovendomi piano senza fatica quasi stessi volando.. Quanto mi è mancato tutto questo, quanto desideravo sentire di nuovo il rumore del mio respiro nel silenzio pacificante del mare, vedere le mie bolle volteggiare verso la superficie e dissolversi piano, sentirmi parte di un mondo incantato tutto da scoprire! Abbiamo visto distese di poseidonia, pinne nobilis, nudibranchi, spirografi e carangidi che cacciavano in un banco di alici.

Ormai l’ansia era passata ed essendomi procurata le pastiglie per il mal di mare le immersioni successive sono state in completo relax!
Da “Monte di Luna”, una parete ricca di gorgonie gialle e anemoni gialli con punte indaco e con una bella caverna con entrata a circa 4 metri e uscita a circa 20 con un pilastro centrale, a “La Magnosa”, uno scoglio affiorante ricco di vita marina, da spirografi a gorgonie gialle, da stelle marine a occhiate e all’interno del quale si risale in bolla d’aria per poi ridiscendere dove l’acqua del mare si miscela alla corrente di acqua sorgiva dalla montagna.
E che dire di “Gorgonie rosse”, una bellissima parete di gorgonie in fiore con colori che andavano dal rosso al porpora al viola e di “Levante degli infreschi”, parete ricca di spugne, aragoste, gorgonie gialle e ricci di mare.

Una menzione particolare meritano la “Grotta di S. Maria” e la “Grotta dell’alabastro”.
Nella prima siamo entrati in un sifone e, dopo avere percorso stretti cunicoli, siamo risaliti in bolla d’aria in una grotta ricca di alabastro e dove abbiamo ammirato la statua della Madonna; re-immergendoci abbiamo percorso altri cunicoli e, passando attraverso due colonne e limpidissima acqua dolce, siamo riemersi in una seconda bolla d’aria. Splendidi i giochi di luce che ci hanno accompagnato durante tutta l’immersione!

Entrando nella “Grotta dell’alabastro” a circa 4 metri di profondità, superato un corto tunnel, si arriva in una bolla d’aria all’interno della grotta dove l’acqua è sorgiva e dove c’è un mondo fiabesco fatto di strutture translucide dai colori che vanno dal bianco all’ocra e le cui forme hanno dato libero sfogo alla nostra fantasia!

Non potevamo inoltre mancare alla tradizionale processione a mare in onore di Padre Pio, organizzata da Paolo e dal suo Diving Centre. Nelle acque di cala Fortuna è stata posizionata, a circa una decina di metri, una statua di Padre Pio presso la quale, ogni anno, dopo una processione via mare, i subacqeui depongono una corona di fiori e le barche rientrano in porto per continuare i festeggiamenti. E tra noi subacquei, oltre ai sommozzatori della Polizia che hanno deposto la corona, c’era anche il prete che ha benedetto la statua direttamente sotto l’acqua!

Oltre alle meraviglie sottomarine il Cilento offre anche un luogo mitologico che vale la pena visitare: le Cascate dei Capelli di Venere, così chiamate perchè leggenda vuole che Venere, incantata dalla bellezza e tranquillità del posto, fosse solita fermarsi in questo luogo per riposare. Un giorno un giovane pastore che si trovava a passare da quelle parti, notò Venere e se ne innamorò perdutamente al primo sguardo; in particolare rimase colpito dai suoi lunghi capelli biondi, morbidi come seta e simili all’oro a tal punto che divennero la sua ossessione. Tutti i giorni il pastore si recava in questo posto per spiare Venere e ammirare i suoi meravigliosi capelli, fino a che una notte decise di tagliarglieli. Venere si svegliò di soprassalto e, capendo quello che era successo, decise di vendicarsi trasformando i suoi capelli in acqua, tanto che il giovane pastore si ritrovò quasi ad annegare ad opera del tanto agognato tesoro. Venere, straziata dalle urla del giovane, pur comprendendone l’amore non potè perdonargli l’affronto, e decise di salvarlo trasformandolo in una pianta nei pressi della cascata nata dai suoi capelli in modo che il giovane potesse per sempre rimanere accanto a lei.

Annunci

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close