Curaçao: bon bini!

Cinquantacinque anni vengono una volta sola nella vita e, dopo avere a lungo meditato su come poterlo stupire, ho deciso di regalare a Rosario un viaggio! Ho dunque guardato il mio vetusto mappamondo e ho scelto pressocchè immediatamente: Antille Olandesi.
Fu così che nel giro di meno di due mesi ci trovammo a Milano Linate a bordo di un aereo per Dusseldorf, da dove saremmo partiti per Curaçao.
Curaçao è la più grossa isola delle Antille Olandesi, che si trovano di fronte al Venezuela, ed è rinomata oltre che per la capitale, Willemstad che è patrimonio dell’UNESCO, per la stupenda barriera corallina.
Quando arrivammo al nostro resort rimanemmo stregati dal giardino tropicale, dalla vista sul Mar dei Caraibi e… dall’essere pressocchè gli unici ospiti della struttura!
La nostra stanza era circondata da alberi e palme sopra le quali sonnecchiavano alcune iguane mentre altre gironzolavano, a qualunque ora del giorno e della notte, tra i sentieri del resort e parevano non accorgersi degli essere umani (certo, eravamo solo in due!); la vista sul mare era incredibile e riappacificante con il mondo!
Trascorremo la prima serata cenando nel bar sulla spiaggia ascoltando il rumore del mare, increduli per quello che stavamo vivendo.

La mattina dopo il risveglio fu abbastanza duro a causa del fuso orario, ma eravamo così curiosi e desiderosi di non perdere nemmeno un minuto della nostra avventura che di buon ora eravamo a fare colazione: il buffet era servito all’aperto e a farci compagnia c’erano cinguettanti uccellini della piume di un bel giallo carico che non avevano alcun timore di sistemarsi sul nostro tavolo per raccogliere le bricioline che ci sciovolavano dal piatto! Nel frattempo le pigre iguane zampettavano verso i posti più esposti al primo sole della giornata.

La spiaggia era d’un bianco abbagliante fatta da pezzi di corallo e su di essa, oltre a noi essere umani, erano presenza pressocchè costante iguane, paguri e granchi di mare!
Il Diving era proprio sulla spiaggia e l’attività iniziava di buon mattino: si partiva direttamente in barca dal pontile e si rientrava al termine della mattinata; era anche possibile immergersi da soli nel reef di fronte alla spiaggia, ma di questo parlerò nel blog dedicato.

Le nostre giornate, tra immersioni, relax in spiaggia, tramonti mozzafiato e serate con cene sul mare accompagnate da musica caraibica dal vivo, trascorsero fin troppo velocemente!

Il giorno antecedente la partenza ci siamo dedicati a visitare la capitale. Willemstad è una bellissima variopinta cittadina coloniale che viene divisa in due, Punda e Otrobanda, dal Queen Emma Bridge, un ponte galleggiante che, previo un segnale acustico, si apre ogni qual volta debba passare una nave. Willemstad è una città fortificata: i numerosi forti servivano a impedire che pirati, truppe venezuelane ed europee entrassero nella baia di Sant’Anna.
A Punda, oltre alle case coloniali color pastello, si trova Fort Amsterdam, composto da vari edifici introno ad un patio centrale i cui bastioni sono ancora oggi intatti, e che è attualmente la sede del governo.
Merita una visita anche il Museo Marittimo che accompagna il visitatore in un tour di oltre 500 anni di storia marittima e politico-sociale dell’isola.

Caratteristico e veramente pittoresco, è il mercato galleggiante, così detto perchè sebbene ci si trovi sulla terraferma, le merci si trovano sulle barche dei commercianti che provengono direttamente dal Venezuela per vendere prodotti freschi, dal pesce a una grande varietà di frutta e verdura; particolare è anche il fatto che i venditori vendano direttamente alle persone in macchina ferme in coda!
Poco distante si trova il mercato coperto, a pianta circolare, rinomato perchè, in un ambiente semplice, rilassato ed allegro, si può assaporare la migliore cucina locale a buon prezzo; purtroppo è aperto solo a pranzo ed essendo noi arrivati a pomeriggio inoltrato, siamo rimasti a bocca asciutta!

A Otrobanda, l’antico quartiere operaio, si trova Rif Fort, oggi trasformato in centro commerciale, ma che vale la pena di visitare per la vista che offre sulla baia. In questa parte della città c’è anche il Museo Kura Ulanda che documenta come Curaçao fosse uno dei principali centri nella tratta degli schiavi.
L’atmosfera è ovunque festosa, tranquilla e solare e la gente del posto è veramente cordiale.
Durante questa visita abbiamo conosciuto Mario, l’unico italiano in cui ci siamo imbattuti durante l’intera vacanza, emigrato dal nord Italia negli anni ’60 e che ha un ristorante italiano nel centro della città.

Il giorno della partenza riuscimmo a fare una sosta alla salina Sint Marie per ammirare i fenicotteri rosa. I fenicotteri caraibici hanno le piume e parte del becco di un rosa molto più intenso rispetto agli altri fenicotteri, tendente al rosso: tale colore dipende dai carotenoidi che sono contenuti nel plancton di cui questi uccelli si nutrono.

E se adesso volete passare qualche altro minuto in quel di Curaçao, sul nostro canale YouTube potete trovare il video:

https://www.youtube.com/watch?v=Bgs3hUaS0kI

 

5 thoughts on “Curaçao: bon bini!

  1. Bello, complimenti per il commento e le foto. Un abbraccio.

    1. Grazie Gianni! Un abbraccio a tutti voi!

  2. Che meraviglia ragazzi!!!

  3. Bellissimo viaggio ragazzi, non potevate scegliere di meglio co e mera per un regalo!! Bellissime foto! Complimenti!

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