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Palinuro tra mito, realtà e… tanto corallo!

Settembre 2016.

Durante questa vacanza Paolo, il nostro amico responsabile del Diving Center Marina di Camerota, con gli insostituibili Carlo, Franco e Beppe, ci ha portato a esplorare anche i fondali di Palinuro: estese praterie di posidonia oceanica, rigogliosi giardini di corallo rosso in fiore, ventagli di gorgonie rosse e gialle, calde acque sulfuree provenienti dalla profondità della terra che si miscelano all’acqua di mare e numerose caverne e grotte marine, ognuna unica nel suo genere per giochi di luce e fenomeni carsici.
Capo Palinuro è legata al mito di Palinuro, il fedele timoniere di Enea che, mentre conduceva la flotta da Troia verso il Lazio per partecipare alla fondazione della città di Roma, venne fatto addormentare e cadere in acqua dal dio del sonno che, invidioso del fatto che non dormisse mai, gli toccò le tempie con un ramoscello bagnato nell’acqua del fiume Lete, il fiume dell’oblio: secondo la leggenda infatti il dio Nettuno, in cambio della promessa fatta a Venere di porteggere suo figlio Enea mentre navigava da Troia alle rive del Lazio, pretese il sacrificio di un membro dell’equipaggio, il nocchiero Palinuro appunto. Egli naufragò e, avendo invano invocato i suoi compagni, che avano le orecchie foderate di cera per non udire il canto ammaliatore delle sirene, dopo tre giorni in mare approdò sulle spiagge del Cilento. Qui venne scambiato dagli abitanti per un mostro marino e quindi ucciso e, il suo corpo, dopo essere stato a lungo privato di sepoltura, venne trasformato in quello che ancora oggi è il grande bastione calcareo di Capo Palinuro: così come presagito dalla Sibilla Cumana questo luogo, legato alla sua tragica morte, porta ancora il suo nome. “Palinuro” in greco significa “luogo in cui gira il vento” e, non a caso, una delle creste di questo promontorio prende il nome di “Punta Spartivento”.

“L’eroe intanto attinge acqua e si lava le mani vittoriose;
poi perchè la rena ruvida non danneggi il capo irto di serpi
della figlia di Forco, l’ammorbidisce con le foglie, la copre
di ramoscelli acquatici e vi depone la faccia di Medusa.
I ramoscelli freschi ancora vivi ne assorbono nel midollo
la forza e a contatto con il mostro si induriscono,
assumendo nei bracci e nelle foglie una rigidità mai vista.
Le ninfe del mare riprovano con molti altri ramoscelli
e si divertono a vedere il prodigio che si ripete;
così li fanno moltiplicare gettandone i semi nel mare.
Ancor oggi i coralli conservano immutata la proprietà
d’indurirsi a contatto dell’aria, per cui ciò che nell’acqua
era vimine, spuntandone fuori si pietrifica.”
Secondo Ovidio (“Metamorfosi”, IV, 740-752) il corallo rosso nacque dal sangue della gorgone Medusa a contatto con l’acqua, una volta che venne decapitata da Perseo. Medusa infatti, secondo la leggenda, era una fanciulla talmente bella da attirare le attenzioni di Poseidone, il dio del mare, che la possedette nel santuario di Atena, dea della sapienza, delle arti e della guerra; quest’ultima si vendicò trasformando i capelli di Medusa in serpenti che avevano la capacità di pietrificare chiunque la guardasse direttamente. Così il sangue di Medusa, a contatto con la schiuma del mare, pietrificò le alghe che divennero colore del suo stesso sangue, rosso vivo, pura linfa di vita.
Le due immersioni che abbiamo fatto a “Punta Spartivento” ci hanno letteralmente lasciato senza fiato perchè sono un tripudio di vita e di colori! Dai bellissimi rami di corallo rosso, spesso ricoperti dai polipetti bianchi in cerca di plancton, che crescono rigogliosi e a perdita d’occhio lungo le maestose pareti ricche di nudibranchi, come la simpatica vacchetta di mare o la delicata flabellina viola, di stelle marine, spugne, margherite di mare che ricoprono la volta dei tunnel, colorati ricci matita che pullulano negli anfratti ed aragoste che si affacciano timidamente dalla loro tana! E controluce, nel blu che fa da sfondo al corallo, danzano dentici, ricciole e castagnole.

Come poi non menzionare l’immersione a “Pan di zucchero”, un grosso panettone roccioso staccato dalla linea costiera e attraversato da un tunnel parallelo alla costa, la cui visione controluce è particolarmente suggestiva. Le pareti sono stracolme di vita: corallo rosso, uova di gattuccio, margherite di mare, aragoste, spirografi, stelle marine e distese di pinne nobilis, i più grandi bivalve del Mediterraneo, che ci hanno ricordato alcuni cimiteri scozzesi abbandonati con le lapidi che sbucano dal prato!
Un’altra immersione durante la quale abbiamo avuto la fortuna di ammirare innumerevoli uova di gattuccio in diversi stadi di maturazione è stata “Gorgonie rosse”: parete ricoperta da grogonie rosse e gialle, che non di infrequente reggono le uova di gattuccio, ricca di corallo rosso, murene, nudibranchi, aragoste e di tutta la variopinta vita marina del Mediterraneo!

Altra immersione da raccontare è quella nella “Grotta Viola” dove, pur essendo sotto l’acqua, ci sembrava di volteggiare tra le nuvole: a un certo punto, infatti, all’interno della grotta la parete è rivestita da una peluria bianca, lo strato di solfobatteri, e l’acqua è lattiginosa per la presenza di zolfo e filameti di solfobatteri. Una volta emersi nel grande lago interno le torce hanno evidenziato il colore violaceo delle pareti, dovuto a depositi di manganese, e stalattiti, stalagmiti e colonne: tutto l’insieme è veramente suggestivo, per non parlare dell’azzurro sotto di noi che indicava la via d’uscita e alla quale siamo giunti attraverso lo stargate, cioè quella zona virtuale di separazione tra l’acqua sulfurea e l’acqua marina ricca di vita.
Le pareti rocciose hanno invece un incredibile color rossastro che si riflette in acqua nella “Grotta del Sangue”, nella quale abbiamo ammirato concrezioni calcaree della forme più disperate: anche all’interno di questa grotta si trova una sorgente di acqua sulfurea in prossimità della quale si sente la differenza di temperatura dell’acqua.

Immancabile la nostra presenza alla processione a mare in onore di Padre Pio organizzata da Paolo e dal suo staff: quest’anno è toccato a me e a Franco portare la corona di fiori da deporre ai piedi della statua! Ed è in questa occasione che io e Rosario ci siamo accorti che ai piedi di Padre Pio un meravigllioso polpo ha la sua tana e che, ogni anno, ha un posto in prima fila per osservare questa variopinta processione subacquea!

Se ora volete farvi un giro sott’acqua vi aspettiamo sul nosto canale YouTube con tutti i limiti della nostra primordiale attrezzatura di allora:

https://www.youtube.com/watch?v=tiqEc1tDtSE

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1 thought on “Palinuro tra mito, realtà e… tanto corallo!

  1. Hai un futuro di scrittrice, molto bello e grazie.

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