Portogallo: l’Algarve dietro l’angolo

Gennaio 2017.

Anche il Portogallo ha il suo “finisterre”, il suo chilometro 0, il confine del mondo conosciuto, quel luogo oltre il quale non c’erano terre note, e forse nemmeno da scoprire, quel luogo da cui intrepidi marinai partivano verso l’ignoto in cerca di gloria e avventura.
Sto parlando di Cabo de São Vicente, il punto più occidentale d’Europa, il cui faro troneggia su quelle selvagge scogliere di 75 metri sulle quali si infrangono i flutti oceanici e il vento, e il cui orizzonte ti incanta e ti riporta alla fragilità propria della condizione umana. E quando distogli lo sguardo dall’immenso oceano e dalle maestose scogliere rimani abbagliato dall’intenso azzurro del cielo, e dal rosso e dal bianco sfolgorante di uno dei più potenti fari d’Europa.

L’inadeguatezza lascia il posto allo stupore e all’ardore quando ti ritrovi a passeggiare sulla Praia do Tonel, una distesa di leggera sabbia color ocra in balia delle maree, sulla quale sbucano e massicci rocciosi, tra cui si nascondono innumerevoli cozze, e un’imponente parete calcarea, e sulla cui battigia si frantumano alcune delle più grandi onde cavalcate dai surfisti di questa regione.
E come non rimanere incantati dalla pittoresca natura di Praia do Camilo, il cui calmo mare color smeraldo e le dorate falesie rocciose a picco sul mare ti rimepiono gli occhi di infinito e l’anima di pace…

E’ così che è iniziata la nostra brevissima vacanza in Algarve, a Faro precisamente, ospiti di Alexandro che stava frequentando il progetto Erasmus e che ci ha fatto da chaperon nella città e dintorni.
Il centro della città di Faro è costituito dalla cosiddetta Città Vecchia, che è la zona più antica, circondata dalle mura arabe e alla quale si accede dal maestoso Arco da Vila.
Passando sotto l’Arco do Repouso e percorrendo un rilassante labirinto di stradine lastricate di ciottoli, si arriva a una piazza delimitata da aranci al centro della quale si trova l’imponente Cattedrale, o Igreja da Sé. Essa è stata più volte ricostruita perchè ripetutamente distrutta sia da eventi naturali sia saccheggiata dall’esercito inglese: questo spiega perchè il campanile sia incompleto e perchè in essa coesistano stili contrastanti.
Caratteristico è il magnetico organo rosso, il presbiterio rivestito da “azulejios”, le tradizionali ceramiche dipinte a mano, e le maestose decorazioni in legno intagliato e ricoperte da foglie d’oro. Stupenda è la vista che si gode salendo sulla torre: dopo aver percorso innumerevoli ripidi scalini tra strette mura si arriva su una ventosa terrazza da cui si può ammirare l’intera città e anche Ria Formosa.

Il parco naturale di Ria Formosa, a sud di Faro, è una selvaggia laguna incontaminata costituita da una serie di paludi, laghetti, canali di acqua salata, isolotti deserti e lingue di spiagge dorate dimora di uccelli migratori e altri animali selvatici.
Tra la Ria Formosa e il mare si trova la Ilha de Faro, una distesa di circa 5 chilometri di soffice sabbia sulla quale ci siamo rilassati immortalando Alexandro surfare e splendidi tramonti, che non avevano nulla da invidiare da quelli ammirati dalla spiaggia di Albufeira e dal porto di Olhão.

A proposito, se doveste passare da queste parti, non potete non provare la Casa de Pasto “Ti Angela”, sconosciuta alla maggior parte dei turisti ma ben nota ai locali: una taverna con cucina tipica che si basa sul pescato del giorno e da dove non ti è permesso allontarti se non sei del tutto sazio… e il tutto per una manciata di euro!

E se adesso avete voglia di passere qualche altro minuto in Algarve, sul nostro canale YouTube potete trovare il nostro video:

https://www.youtube.com/watch?v=B9ZI9CEMwGI

 

 

 

 

 

 

 

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