Senza filo d’Arianna nelle grotte sommerse del Cilento

Settembre 2017

Quando nel 2017 ci recammo di nuovo a Marina di Camerota certo non sapevamo che sarebbe stato l’ultimo anno in cui ci saremmo immersi in quelle acque e in cui avremmo trascorso belle serate in compagnia dei nostri amici Franco, Carlo, Paolo e Beppe. Quell’anno il gruppo fu ancora più numeroso: oltre alle genitrici ci raggiunse Alexandro che aveva deciso di sperimentare l’ebrezza di fluttuare nell’acqua conseguendo il brevetto subacqueo.

Quell’anno Rosario decise di iniziare a cimentarsi con le riprese subacquee e, non a caso, dato che avrebbe avuto come maestro Paolo, speleologo subacqueo, fotografo e videomaker dall’esperienza pluriennale e variegata. Fu così che iniziò la mia avventura con la fotografia subacquea, perchè Rosario mi passò il testimone, o meglio la macchina fotografica, anche se devo confessare che in queste mie prime immersioni come fotografo ero più impegnata a capire dove e come muovere questa scatoletta e a cercare di mettere a fuoco nel display, non avendo ancora le lenti nella maschera, quello che alla cieca tentavo di inquadrare, che a scattare delle fotografie!
Il Cilento è rinomato tra i subacquei di tutto il mondo per la bellezza e la particolarità delle sue grotte. Ci sono vari modi di affrontare un’immmersione in grotta, sia in senso letterale che metaforico, e Rosario ed io, pur preferendo entrambi le pareti ricche di vita che si inabissano nell’immensità del mare, siamo agli antipodi.
La si può affrontare infatti con un timore quasi reverenziale perchè sai che è l’inizio di un mondo sotterraneo che, tramite cunicoli oscuri e antri dai limiti invisibili, ti porta nelle viscere della Terra: ti avvia cioè a una discesa conoscitiva degli aspetti più misteriosi della tua personalità da cui emergono quelle paure impreviste contro cui ti ritrovi a combattere per non rimanere vittima dell’illusione delle ombre. Oppure puoi esplorarla come un luogo di iniziazione, di rinascita, il cui ingresso è protetto da un labirinto di angusti passaggi, che ti riporta alle origini primordiali del tuo essere affrontando le tue paure e le tue insicurezze fino a ritrovare il tuo vero io.

La nostra avventura nelle grotte è cominciata ritornando a visitare la Grotta del Presepe, una strabiliante opera di architettura naturale sottomarina! Vi si accede mediante un cunicolo abbastanza largo che conduce alla prima sala in bolla d’aria; da qui si percorre un cunicolo più stretto per raggiungere la seconda sala, sempre in bolla d’aria. Entrambe le sale sono ricche di stalattiti e stalagmiti, di dimensioni variabili e raggruppate in modo da formare composizioni che ricordano le cose più disparate: nella seconda sala c’è un gruppo che ricorda la natività del presepe ed è proprio da questo che la grotta prende il nome.

Suggestiva l’immersione nella Grotta degli Occhi: la discesa comincia con una meravigliosa parete fittamente popolata da aragoste, nudibranchi e stelle marine per poi arricchirsi di gorgonie e corallo rosso, e l’uscita avviene attraverso due grosse aperture circolari adiacenti che si squarciano nel luminoso blu e che mimano due enormi occhi azzurri che ti fissano mentre ti ci avvicini.

Non posso non ricordare la Grotta delle Corvine, così chiamata perchè popolata da sinuose corvine, che si caratterizza per una imponente formazione di stalagmiti brunastre che assomigliano a monaci avvolti nel loro mantello.

Senza dubbio la grotta più rinomata del Cilento tra i subacquei, e non solo, è la Grotta Azzurra: infatti è oggetto di studio tra gli scienziati e per la particolartità degli ambienti e per la biodiversità della vita marina che la abita, entrambe dovute alla presenza di sorgenti sulfuree. Il nome si riferisce al colore che assume l’acqua per il gioco di rifrazione dei raggi solari che filtrano da un cunicolo e che si riflettono sulle pareti rocciose dipingendo l’acqua di uno splendido turchese. Noi abbiamo tentato di visitare questa grotta un paio di volte, ma senza successo a causa dell’eccessiva corrente; ci siamo limitati quindi ad esplorare la parete di fronte e un passaggio in grotta molto ampio, la volta della Grotta Azzurra, stupefacente per la ricchezza di nudibranchi, margherite di mare, stelle marine e pesci di ogni tipo che lo abitano.

Altre due immersioni che meritano una menzione sono Monti di Luna e La Magnosa per la spettacolarità dei giochi di luce tra le pareti rocciose e per la variopinta vita marina.

E ora potete farvi un giro in grotta guardando i primi filmati girati da Rosario (e Paolo!)….

https://youtu.be/mgysCgtmU2Y

https://youtu.be/dETL8oU4-6g

https://youtu.be/UocyvrWgkfk

https://youtu.be/zAfNs2zv0Ms

https://youtu.be/Su1O87NtWto

https://youtu.be/2SJXlp2QgiA

https://youtu.be/ZmZsu1zJfXs

https://youtu.be/wRLHdBVe84E

https://youtu.be/obuXk7Bt0OY

https://youtu.be/DzTmyYc_q6A

 

 

1 thought on “Senza filo d’Arianna nelle grotte sommerse del Cilento

  1. Molto intenso e toccante il testo. i filmati liberano l’anima

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